Scegliere come e con chi lavorare da freelance
Essere freelance è un atto di libertà, ma è anche, ogni giorno, una scelta di responsabilità: verso le aziende che ti affidano i loro progetti, e verso te stessa, che hai scelto un lavoro fatto di intenzione, visione e cura.
Significa poter decidere non solo come lavorare, ma soprattutto con chi farlo, in linea con i tuoi obiettivi di crescita e i tuoi valori. Per questo è importante imparare a selezionare i clienti, a dire sì solo a ciò che ti rappresenta davvero, e a costruire legami professionali che durino nel tempo e abbiano senso per entrambe le parti.
Perché non accettare tutti progetti.
All’inizio, dire sì a (quasi) tutto è normale. Serve per fare esperienza, capire il ritmo, costruire un portfolio. Anche io ho iniziato così: ho collaborato per due anni con un’agenzia in cui curavo i blog aziendali di alcuni clienti e mi adattavo alle richieste senza portare nei progetti la mia visione e le mie competenze al 100%. Non avevo voce in capitolo ma andava bene così, perché ho imparato anche da quel modo di lavorare così freddo e distante da me.
Col tempo ho capito che non tutte le richieste sono in linea con quello che posso offrire. So progettare benissimo una landing page, ideare nomi di brand è una delle mie specialità, amo curare blog aziendali e personali, ma ci sono tanti altri servizi che non posso inserire nel mio approccio, perché sarei poco professionale e lo farei solo per pagare le tasse.
Scegliere la clientela con consapevolezza è una forma di rispetto. Verso il mestiere che hai scelto di fare e anche verso le persone con cui lavori. Pensaci: è proprio quando ci sentiamo a nostro agio che possiamo dare il meglio. Ed è questo che fa davvero la differenza in un mondo tech in cui è pieno di copywriter freelance.
Come capire se L’AZIENDA è IN LINEA CON TE.
Sono freelance dal 2013 e con il tempo ho imparato ad ascoltare molto più di quello che non mi viene detto. Leggo le parole non presenti nel brief, che spesso vengono sottintese per timidezza o per paura; capto i segnali invisibili, ascolto i silenzi.
Queste sono le domande che mi guidano:
- La cliente rispetta i tempi, il mio ruolo, la mia visione?
- È aperta al confronto o cerca solo esecutrici silenziose?
- Sa cosa vuole o spera che io le legga nella mente?
- Mi sento valorizzata oppure sotto pressione in modo poco costruttivo?
Queste domande non servono a giudicare, ma a orientarmi. Perché quando mi sento a mio agio, riesco a lavorare meglio, a creare contenuti più solidi, e a dare molto di più.
Il posizionamento: scegli tu chi vuoi essere.
Anche da freelance, anche senza essere un brand famoso, puoi (e devi) scegliere come posizionarti.
Per me è iniziato tutto dalla mia USP (Unique Selling Proposition): ho deciso fin da subito come volevo essere percepita, da chi volevo essere scelta, e in che modo raccontare il mio lavoro.
Questo non significa chiudersi delle porte, anzi. Significa aprire solo quelle giuste.
Ogni volta che comunichi con chiarezza chi sei, cosa fai e per chi lo fai, crei connessioni vere. E sai una cosa? Funziona.
Pensa al linguaggio come un qualcosa di vivo, che cambia nel tempo e si evolve. Ce lo insegnano le nuove generazioni, sempre pronte a fare da apripista a nuovi modi di comunicare. Ne ha parlato benissimo Roberta Soru nel suo articolo su Emojii e Meme: il linguaggio visivo degli adolescenti, un articolo che oltre a far conoscere un tema molto attuale, ci ricorda quanto conti il come parliamo, il nostro tono di voce.
Ecco, ogni volta che comunichi con chiarezza chi sei, cosa fai e per chi lo fai, stai dando alle persone un motivo in più per sceglierti e stai aprendo le porte giuste per te. Costruisci legami che durano nel tempo, la clientela ti sceglie più volte per progetti diversi, parla di te con il tradizionale passaparola.
Consigli pratici per scegliere con chi lavorare da freelance.
Non è sempre facile dire no, ma con il tempo si impara. E diventa un modo per crescere.
Ecco qualche spunto che mi ha aiutata:
- Fai chiarezza sui tuoi valori: scrivili, rileggili, usali come bussola.
- Crea un mini-sistema di valutazione: un questionario da inviare, o anche solo una griglia mentale.
- Ascolta le sensazioni dopo la call: spesso parlano prima del cervello.
- Spiega il tuo metodo, con semplicità e coerenza: chi ti sceglie ha bisogno di sapere come lavori.
- Ricorda che dire NO è spazio in più per il progetto GIUSTO. Roberta Soru ne ha parlato nella sua newsletter di aprile: a volte, crescere come professionista passa proprio da quel no che sembra scomodo ma ti apre nuovi scenari.
Scegliere è il tuo superpotere.
Essere freelance non significa accettare tutto per paura di restare senza. Significa scegliere.
Scegliere come vuoi lavorare, con chi e in che direzione crescere.
Questa è la base per costruire un lavoro che ti rappresenti. Un lavoro solido, autentico, in cui ogni parola che scrivi racconta chi sei. Ricorda: quando un’azienda o un prospect visita il tuo sito o legge i tuoi testi, deve essere chiaro che dietro quel progetto ci sei tu.
Lascia un commento