Quello che i copywriter freelance non dicono
Ci sono confessioni che i copywriter freelance non dicono quasi mai. Le condivido qui per raccontare com’è davvero la vita da copywriter freelance: una scelta consapevole, a volte impegnativa, ma profondamente nostra.
Questo lavoro me lo sono scelta. Come copywriter freelance mi occupo di testi per brand e professionisti che vogliono raccontarsi con chiarezza e personalità. Diventare copywriter freelance è stato un percorso in salita, una continua scoperta alla ricerca delle parole giuste, nato da incoscienza e passione. Dopo una laurea in Scienze della Comunicazione e Giornalismo e una magistrale in Comunicazione e pubbliche amministrazioni, ho chiuso i libri dell’università con una certezza: dovevo lavorare.
Mi sarebbe piaciuto formarmi in settori che amavo di più – la scrittura pubblicitaria in cima alla lista – ma dovevo entrare nel mondo del lavoro.
Ho iniziato così, dal nulla, nel 2013.
Sapevo tanto e sapevo poco.
Dopo un primo periodo di smarrimento post laurea, ho preso una decisione. Ho lasciato per un attimo il PC dell’ufficio che guardavo con odio, sono corsa davanti a uno specchio e ho quasi urlato: voglio diventare una copywriter, è questa la mia vita.
Ho sbagliato a non credere in me stessa dopo la laurea, a pensare che sarei stata capace di accontentarmi. Ho sbagliato ma non mi pento troppo di quello che ho fatto perché è anche grazie a certe esperienze che oggi sono qui.
Perché ho capito che non sono nata per aspettare e accettare.
Ho bisogno di credere, appassionarmi, vivere.

il mio percorso da copywriter freelance
Il percorso è stato in salita ma bellissimo. In mezzo alla mia vita da freelance ci sono stati un trasferimento in un’altra isola, un pezzo di cuore rimasto per sempre in Sardegna.
Sembra strano, ma il lavoro mi ha aiutata a diventare una persone migliore e oggi, a distanza da anni dalla laurea, posso dire di aver realizzato parte dei miei sogni. Altri sono ancora lì, in attesa e per ora stanno facendo la muffa, ma intanto sono felice dei piccoli traguardi raggiunti.
Chi sceglie di lavorare come copywriter freelance lo sa: serve ottimismo, soprattutto nei momenti più bui. Ed è proprio per questo che voglio condividere alcune verità che spesso non diciamo.
Chiamiamole paure.
Freni.
O inutili paranoie.
Fanno parte della nostra vita professionale, quella che ci sorprende, ci spiazza, qualche volta ci delude. È quello che i copywriter e le copywriter freelance non dicono, un po’ per mancanza di coraggio, per indifferenza verso la società o anche solo perché questi pensieri sono nascosti nell’animo.
Io queste paure le conosco bene e le condivido qui perché fa sempre bene condividere quello che hai dentro di te.
3 cose che i copywriter e le copywriter freelance non dicono.

#1 come copywriter freelance , a volte sogni di lavorare in agenzia.
È successo almeno una volta. Hai immaginato di lavorare in un’agenzia pubblicitaria, respirare creatività, confrontarti ogni giorno con art director, visual designer, strategist. Crescere nel caos creativo, prendere critiche, scoraggiarti e poi migliorare grazie al confronto.
Il lavoro da copywriter freelance ti piace, lo hai scelto e ti rappresenta. Ma ci sono momenti – rari, intensi – in cui lavorare in agenzia sembra poter nutrire ancora di più la tua creatività e i tuoi sogni.
#2 come copywriter freelance sogni una settimana di 6 giorni lavorativi.
Dal lunedì al venerdì.
Con il sabato libero e la domenica davvero tale.
Hai sognato anche tu una settimana lavorativa più sostenibile, senza sensi di colpa, senza e-mail a orari improbabili, senza una clientela che pretende le consegne nei giorni festivi.
Staccare è fondamentale, soprattutto in un lavoro creativo come il nostro. Riposare la mente significa lavorare meglio.
Chi lavora come copywriter freelance sa quanto sia difficile, a volte, separare vita e lavoro. Ma è necessario.
#3 da copywriter freelance vorresti non essere sottovalutato/a.
Anche se credi nelle tue competenze, anche se hai sempre ignorato chi pensava fossi “a casa a non fare nulla”, ogni tanto sogni un lavoro riconosciuto per quello che vale.
Il termine freelance viene ancora visto come sinonimo di risparmio.
Preventivi abbassati, frasi come: “tanto sei freelance”.
No. Non funziona così.
Un copywriter freelance paga le tasse, investe in formazione, mantiene una partita IVA. Il valore del lavoro non cambia solo perché non esiste un ufficio fisico.
Amo il mio lavoro.
È cucito addosso a me e l’ho scelto consapevolmente. Ho trovato la mia strada, ma non ho difficoltà ad ammettere che, nei momenti di sconforto, immagino ciò che non ho ancora raggiunto e che potrebbe rendermi più ambiziosa e soddisfatta.
Capita anche a te?
Se stai pensando di diventare copywriter freelance, o se già lo sei, forse ti sei fatto almeno una di queste domande. Le risposte non sono universali, ma nascono dall’esperienza diretta di chi questa strada l’ha scelta davvero.
FAQ per Copywriter freelance
Che cosa significa essere copywriter freelance?
Essere copywriter freelance significa lavorare in autonomia come professionista della scrittura, scegliendo clientela, progetti e tempi. È una strada che richiede organizzazione, responsabilità e formazione continua, ma permette di costruire un lavoro su misura delle proprie esigenze e valori.
Quali sono le difficoltà principali del lavoro da copywriter freelance?
Le difficoltà principali riguardano la gestione del tempo, la continuità del lavoro, il rapporto con la clientela e la percezione del valore professionale. A questo si aggiungono momenti di insicurezza e confronto, comuni a chi sceglie una carriera freelance.
Perché il lavoro del copywriter freelance viene spesso sottovalutato?
Il lavoro del copywriter freelance viene spesso sottovalutato perché è ancora visto come flessibile e “facile”. In realtà richiede competenze strategiche, esperienza, capacità di analisi e una forte responsabilità imprenditoriale, al pari di qualsiasi altra professione.
Lavoro come copywriter freelance con aziende, professionisti e brand che vogliono comunicare in modo autentico, senza frasi vuote e senza promesse irrealistiche.
Se senti che le parole giuste possono fare la differenza anche per il tuo progetto, possiamo parlarne.
2 Commenti
Eleonora Usai
Cara Alessia,
mi sento molto vicina alle tue parole e hai ragione, non importa essere freelance, è una situazione che riguarda molte professioni del web. Io sono un’ottimista convinta, di quelle che lotta per raggiungere i suoi obiettivi e che non si arrende nemmeno quando forse dovrebbe farlo. Eppure ho scritto questa confessione perché ogni tanto, quando c’è quella giornata NO, arrivano pensieri che affossano speranze e pensieri positivi. Dura poco ma quel momento è intenso e scriverne, si sa, aiuta a scacciarlo via. 🙂
Un caro saluto e w noi che acchiappiamo i sogni.
Alessia
Ciao Eleonora! Io non sono copy freelance; sono content creator in un’azienda privata che mi sta piuttosto stretta. Nonostante ciò mi ritrovo molto nelle tue parole… soprattutto se anch’io ripenso a quel master allo IED che non ho mai potuto frequentare e alla lotta quotidiana in ufficio con chi pensa che il mio lavoro sia “scrivere articolini per il giornaletto aziendale”. Grazie di cuore Eleonora, perché il tuo post stamattina mi ha fatta sentire meno sola con i miei pensieri.