Commenti anonimi su Facebook: mettiamoci la faccia

Schermata blu con il numero 39 e il testo 'Commenti anonimi su Facebook: mettiamoci la faccia'

Quante volte ti è capitato di ricevere sui social un commento anonimo offensivo? Hai postato un aggiornamento personale sulla tua vita, commentato un episodio di attualità o esternato un gusto in fatto di musica, moda o arte. Chi ha commentato in anonimo ha lasciato un’offesa gratuita o una critica poco costruttiva giusto per deriderti sui social network.

È facile avvistare questi utenti coraggiosi che con i loro commenti negativi hanno una missione: sporcare bacheche e profili altrui. Ti sei mai chiesto o chiesta perché si comportano così?  Cosa li spinge a utilizzare i social network per prendere in giro e litigare su Facebook?

Critiche e aggressioni sui social network.

Sempre più spesso le Fanpage dei quotidiani ricevono insulti a ogni notizia che postano. Non importa di che cosa si parla, la cosa importante è lasciare un commento negativo. Se poi questi media condividono un fatto di gossip, i commenti sono ancora più spietati.

Ma che cosa importa a noi di Belen che si separa?

Ma andate a lavorare che fate più bella figura!

Commentano per ferire, anonimamente e non, pur di scrivere cattiverie. Questo esibizionismo spaccone su Facebook dilaga da mesi e per un utente che sa utilizzare i social network nella maniera corretta diventa una lettura fastidiosa.

L’utente anonimo come cavaliere coraggioso delle cause perse.

Anche se il fenomeno dell’utente anonimo sta diminuendo, e ormai le persone hanno il “coraggio” di pubblicare e commentare critiche e aggressioni senza temere le conseguenze, credo che farlo in maniera privata sia sintomo di profonda insicurezza.

Digitare il commento riempi di coraggio, si sente eticamente rigoroso/a e responsabile, si illumina di luce propria. In verità chi si comporta così vive il rapporto con questo canale in maniera conflittuale e abbatte il muro di insicurezza personale attaccando le altre persone, mostrando un lato del suo carattere, quello più aggressivo, che esce fuori solo per paura.

Il timore di essere etichettato/a attraverso un pensiero che si esprime sui social.

La garanzia dell’anonimato rende i fake account più leggeri, più liberi di sindacare o commentare con una parola di troppo, molto spesso offensiva.

Questo è un altro aspetto da tenere in considerazione. L’utente anonimo ha paura di esprimere le sue opinioni negative, di metterci la faccia. Sa che il suo parere va contro la massa e non vuole andare controcorrente, teme che possa essere motivo di esclusione sociale e per questo preferisce esprimere comunque il suo parere, ma senza far sapere che è stato lui o lei a farlo.

È un utente che si vergogna dei suoi pensieri, ne ha paura per la sua reputazione.

Desiderio di critica giusto per provocazione.

La società sta cambiando: si prova astio e competizione, ci si permette di sindacare uno stile di vita diverso dal nostro o di giudicare un comportamento di un amico o di un’amica che si frequenta da poco. Si ha poco coraggio di criticare in pubblico, ad alta voce. Si mostra una doppia identità, quella fatta di sorrisi quando ci si mostra pubblicamente e di negatività e critiche se non ci si fa avanti con il proprio nome e cognome. Le persone non si sentono libere di esprimere il loro pensiero se lo fanno pubblicamente; pensano sia più giusto mantenere una comoda facciata e allora scrivono commenti anonimi su Facebook, utilizzano gli altri social come Instagram per creare profili fake con cui sbirciare, criticare, offendere.

Questa tipologia di utente non sa che sui social network esiste un vero e proprio linguaggio, che come una società reale prevede norme di comportamento ben precise. Pensa che su Facebook, su Instagram ma anche su LinkedIn tutto è permesso. E toglie il freno inibitore.

Libertà di commentare non significa libertà di offendere, ferire, diffamare. Queste le parole di Beppe Servergnini in un suo articolo del 2014. È un po’ datato ma lo cito perché racchiude una verità sempre valida e purtroppo scomoda.

Commenti anonimi su Facebook: sottovalutare un potente canale di comunicazione.

Penso che il problema principale sia sottovalutare il potente mezzo di comunicazione che ogni giorno si utilizza. Ci si collega appena aperti gli occhi, a qualsiasi ora del giorno e in qualsiasi situazione si è connessi o connesse per controllare e leggere il pensiero della community, ma si è presenti quasi per apatia o alienazione, senza spontaneità, per omologarsi alla massa e spesso si pubblica un contenuto senza pensare a cosa e come andrebbe pubblicato. Facebook lo si conosce molto poco, anzi per nulla. Se ne ignorano le enormi potenzialità. Per questi utenti, Facebook è curiosare nelle bacheche altrui, condividere video o notizie fake spacciandole per vere e peggio fra tutti, arrogarsi il diritto di commentare, sindacare, punire la società.

I commenti anonimi su Facebook sono una cosa giusta nel 2016? Cosa possono lasciare agli utenti che li leggono? Faccio rispondere a te. Lascia la tua opinione nei commenti e mi raccomando: firmati!

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