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A tu per tu con Roberta Soru

Nel mio spazio dedicato alle interviste ai professionisti del web, dopo una piacevole chiacchierata con Elisa Spinosa, non poteva mancare Roberta Soru, visual designer e illustratrice che da anni lavora in diverse agenzie web e che occupa il tempo libero per fare la freelance.

A lei è toccato il compito di rispondere alle mie curiosità sulla materia, che ho dovuto tenere a freno in vista dei cambiamenti che sto apportando a questo blog e che spero di poter condividere con voi a breve.
Iniziamo subito con le domande a Roberta e leggete attentamente: c’è molto da imparare!

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Ciao Roberta. La mia prima domanda riguarda la formazione. Quali studi bisogna fare per diventare un web designer?

La risposta alla prima domanda purtroppo non è molto positiva. Infatti, nonostante esistano vari corsi professionali, di laurea e di attestazione che promettono di formare la figura del web designer, nessuna scuola o percorso formativo, più o meno “certificati”, sono in grado di prepararti al meglio. Nonostante molti di essi forniscano una buona base tecnica soprattutto per quanto riguarda i codici html/css, php ecc o sui programmi di sviluppo ed i linguaggi web, nessuno meglio della pratica in sé, dell’esperienza sul campo e/o del lavoro in agenzia possono formarti professionalmente. Poi non dimentichiamoci che un buon web designer deve avere ottimo gusto estetico e quello nessun corso o esperienza lavorativa sono in grado di darti. O lo hai o non lo hai!

Quale differenza c’è per un creativo tra lavorare in agenzia e lavorare come freelance?

Cambierei la domanda in: “che differenza c’è nel lavorare come impiegato in un’agenzia o nel lavorare come freelance.” Questa piccola precisazione per sottolineare quanto sia frequente essere chiamati “a progetto” da un’agenzia, proprio come freelance! Ma torniamo alla risposta. Quando lavori come impiegato, l’agenzia tende a gestire molteplici progetti e clienti in contemporanea, spesso con tempistiche molto strette, questo fa si che la parte creativa venga spesso sacrificata e ci si concentri più su quella tecnico/funzionale. Quando invece si lavora da freelance si decide quanti progetti portare avanti contemporaneamente, senza intaccare nè l’aspetto creativo nè quello tecnico/funzionale.

Come si scelgono i colori di un sito?

Lo studio del colore si basa sulla “psicologia del colore”, ossia la sensazione che viene recepita dal cervello e che ha effetti sul nostro organismo e soprattutto sul nostro atteggiamento psicologico. Ma questa è una tecnica che non riguarda solo il web, ma la grafica in generale. La scelta varia da caso a caso, dal cliente, dall’utente finale, dai contenuti del sito, dalle mode e dalla navigabilità.

Come deve essere un logo per essere professionale?

Bella domanda! Moltissimi infatti si chiedono cosa ci sia di difficile nella creazione di un buon logo. Quando a vedersi è solo il risultato finale degli sforzi di un designer.  La creazione del logo può sembrare un compito semplice, ma non lo è.

La progettazione richiede pensiero e creatività, insieme ad altri elementi che si combinano per raggiungere un buon risultato e in questo caso parlo di vere e proprie regole e tecniche. È necessario seguire un processo che assicuri un risultato che non sia solo “bello” ma che soddisfi anche le esigenze del cliente. Questo è il processo classico che un designer professionista segue.

Uno dei più grandi designer del mondo, Paul Rand, affermava:

Un logo è una bandiera, una firma, uno stemma, un cartello stradale. Un logo non vende (direttamente), identifica. Un logo è raramente una descrizione del business. Un logo deriva dalla qualità di ciò che simboleggia, non il contrario. Un logo è meno importante del prodotto che rappresenta. Ciò che rappresenta è più importante di quello che sembra. Il soggetto di un logo può essere quasi qualsiasi cosa.

Il web ha un po’ cambiato le regole grafiche della progettazione, soprattutto nell’utilizzo sui social network. Un logo ora per essere funzionale dev’essere semplice, per poter essere visualizzato su qualsiasi dispositivo, senza mai “sparire” e/o perdersi tra i contenuti ed i competitor. Deve rimanere impresso, essere ricordato e ben visibile.

Quali consigli daresti a chi vuole entrare a far parte di questo mondo?

Il consiglio è di essere il più possibile curiosi ed elastici. Tenersi in costante aggiornamento. Essere un po’ geek e un po’ nerd! Non basta disegnare un mockup se non si ha idea di come si monti. Ma soprattutto di essere creativi il più possibile, in un settore dove tutto sembra uguale, una piccola differenza, scusando il gioco di parole, può fare veramente la differenza!

Grazie mille Roberta, tuffarci per qualche minuto nel mondo del web design ha acceso la nostra creatività.

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Mi chiamo Eleonora Usai e sono una copywriter freelance. Vivo di parole e libri, pasticcio su moleskine e planner ogni attimo di vita. E scrivo per sorridere.

Eleonora Usai
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