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Il mio Instagram Marketing e quello che amo di questo social

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Ho iniziato l’anno con un periodo di apatia che sta andando via giorno per giorno. Sto recuperando a pieno ritmo la mia solita energia e all’entusiasmo che stavo perdendo si aggiungono nuove idee e sprint.

Niente di melodrammatico ma per una come me che anche con clienti e lavoro vive sempre tutto a mille, combattere l’apatia è molto difficile. Non ci sono abituata, la verità è questa. Da gennaio, però, sono diventata apatica per cause di forza maggiore – sono incinta – e ho dovuto cedere a stanchezza e ormoni ballerini.

Di questo piccolo malessere ne hanno risentito i social, Instagram soprattutto. Da quando ho aperto il mio profilo IG di Copywriter4you non facevo molta strategia e l’Instagram Marketing lo lasciavo in sospeso; ora nel tempo ho capito che questo aspetto strategico del social mi interessa poco.

In questi mesi ho continuato a lavorare come se non esistesse nessuna pancia da veder crescere e nessuna minaccia d’aborto in corso. Ho allacciato nuovi rapporti professionali, chiuso contratti interessanti e lavorato a progetti con clienti di cui sono orgogliosa. Instagram però NO, non me la sono sentita. In questo social ho deciso di raccontarmi nel mio intimo e con l’apatia non potevo combattere.

Il mio Instagram Marketing è differente

Su Instagram c’è la Eleonora che parla di aspetti personali quotidiani, che può anche sembrare banale perché monotematica ma che si lascia trasportare in una dimensione più riflessiva e intima. Dietro ogni foto c’è la poesia che ha segnato la mia vita, il mio credo, un piccolo successo o una grande sconfitta. Su Instagram c’è una parte del mio cuore e pubblicare foto giusto per aggiornare una realtà falsata, solo per accumulare cuori, significa forzare la mia natura. Ammetto che dell’Instagram marketing me ne frego.

Ché io sono una che va controcorrente e ciò che faccio porta sempre una parte di me.

Quindi se non mi piego a creare foto studiate, con immagini ritoccate, è solo perché vivo senza troppi filtri anche nella vita reale. E le foto non le ritocco per principio. Se evito di fare le stories su Instagram pur sapendo che piacciono ed è un’ottima strategia di visual storytelling è perché quando non scrivo impiego i minuti a leggere libri, tanti libri.  Faccio una torta che non devo per forza fotografare, gioco con mio figlio, mi dedico allo shopping. Vivo e il telefono in mano non voglio averlo. Voglio leggere e godermi la storia, pasticciare in cucina concentrata, ridere senza pensieri.  Non ho voglia di condividere gli attimi della mia vita perché, senza nessun egoismo, quello che racconto lo faccio con la penna e tutto il resto sarebbe facciata o mezze verità.

Instagram come il social del racconto

Sembrerà strano ma è questo che mi piace di Instagram. Non dover programmare, pensare agli schemi, non attendere cuori a casaccio per fare numero. Su Instagram mi piace avere la possibilità di raccontami senza sentirmi mai inadeguata, mettendo quello che posso dare di me. Non è molto, lo so. Delle volte è una parola o un nuovo libro in lettura, delle altre un augurio o un regalo ricevuto. Ogni foto è la mia anima dalle sfumature più contorte, troppo spesso dolci, molto poco deboli. Sono immagini che mostrano la forza che negli anni ho capito di avere, l’entusiasmo per la vita, la bellezza che trovo nelle piccole cose.

Instagram Marketing è differente

Sono foto che non chiedono in cambio cuori ma descrivono stati d’animo, cercano idee, consigli, sorrisi.
Per me Instragram è vedere una me grintosa, sprovveduta e stupida perché non ci mette tecnica, non si posiziona per fare dopo ore foto studiate a tavolino ma riflette su un pensiero e prova a portarlo fuori dalla sua mente con uno scatto la maggior parte delle volte improvvisato.
Perché – sappiatelo – le foto più belle del profilo di Copywriter4you su Instagram le ha fatte mio marito dopo avermi visto tentare uno scatto che per lui era orribile. Con tanta pietà ha preso la sua macchina per rappresentare quello che cercavo maldestramente di fare. Sono poche immagini ma sono anche le più belle. Non posso supplicarlo di farle sempre lui ma sono contenta di quel suo piccolo aiuto; in quei suoi scatti c’è tanto di me.

Ho sempre desiderato imparare l’arte della fotografia ma ancora non ci sono riuscita. Vivo Instagram come il social del racconto, in cui il visual storytelling si può dare emozioni anche solo mettendo in mostra più parole che immagini. Preferisco condividere così e portare in questo spazio online una parte di me come so fare, rispetto a studiare situazioni poco reali alla mia natura. Ché tanto la verità viene sempre a galla e poi alla lunga i profili perfetti stufano. E io di alcuni mi sono già stufata.

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Mi chiamo Eleonora Usai e sono una copywriter freelance. Vivo di parole e libri, pasticcio su moleskine e planner ogni attimo di vita. E scrivo per sorridere.

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