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marketing narrativo Tag

Ho sempre amato raccontarmi e ho scelto di farlo online, qui e sul mio blog personale, per far conoscere una parte di me a clienti e lettori. Spesso sono stata criticata, quasi che volessi mettere in pubblica piazza i fatti miei. Ora succede meno, anche i miei genitori hanno capito che cosa è un blog, ma nel 2007, l’anno in cui ho aperto il mio primo diario online, non ero capita da tutti.

A luglio mi sono fermata per 20 giorni. Sono tornata a casa in Sardegna, pronta ad abbracciare la mia vecchia vita. Tutti mi hanno chiesto della gravidanza, in pochi hanno chiesto se stessi ancora lavorando. Non importa se avevo pc con me, agende e planner da consumare. Per la maggior parte delle persone ero tornata a casa. In qualità di donna con la pancia all’ottavo mese avevo bisogno di riposo, mare, vacanza. Tutto qui.

Gestisci una pagina facebook come social media manager? Sai che devi imparare a scrivere bene su facebook per pubblicare post copy perfetti, senza errori gravi? Te lo dico perché da lettrice della pagina, se vedo soggetto e verbo spezzato da una virgola, impallidisco. Nelle peggiori delle ipotesi, non guardo più quella fanpage, nelle migliori penso che la persona o l’azienda gestisca il canale social da solo. In entrambi i casi il titolare della fanpage fa brutta figura.

In questi mesi ho spiato i miei canali social da vicino e ho fatto autocritica. Mi piace essere obiettiva con me stessa, aiuta a crescere e migliorare ma anche a dare agli altri la vera me. Tutto è partito dal desiderio di raccontare storie e lavorare meno a progetti tecnici e così ho preso una decisione importante per il mio lavoro da libera professionista. Ho scelto di raccontare la me più intima.

A me le storie piacciono un sacco. Quelle degli altri, non le mie. Quelle in cui mi dimentico che devo portare mio figlio alla ludoteca ed è tardi; che ho fretta, dovrei controllare l’agenda e iniziare a lavorare. Mi piacciono le storie di prima mattina, appena sveglia, mentre mangio latte e biscotti. Con una mano scorro il telefono e leggo tutto quello che ha da dirmi la storia di oggi. Con l’altra inzuppo i biscotti, sempre con il solito gesto, metodica da una vita. In quel momento, ogni mattina, con Francesco da svegliare altrimenti dormirebbe fino alle dieci, con i clienti da sentire e un marito con cui parlare, io leggo storie.