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Come impostare il primo approccio con il cliente

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Da quando sono piccola ho sempre vissuto il periodo della vendemmia come un momento per festeggiare in famiglia. Ogni anno questa tradizione ha impegnato le nostre menti, per motivi differenti che ci hanno comunque legato l’uno all’altro. Gli esperti di vino e vigneti “ascoltavano” il tempo per scegliere il momento propizio per vendemmiare, i meno bravi sulla conoscenza di zuccherina e vite pensavano alla festa di fine vendemmia.

Quest’anno è stata la prima volta della mia vita in cui non ho partecipato a questa tradizione. Eppure ho vendemmiato anche l’anno scorso mentre ero in attesa di Francesco e non sapevo ancora di averlo in grembo. Ho faticato e come mio solito mi sono lamentata delle fatiche, ma poi in fondo al cuore ero felice di essere lì.

Perché parlo di vendemmia?  Perché mentre cercavo una meta per un weekend diverso dalla solita routine, ho visto delle immagini online e ho scelto senza pensare troppo. È stato amore a prima vista. Un amore che ho sempre avuto dentro di me ma che non sapevo di avere fin quando quest’anno è cambiata la tradizione della mia famiglia e io non ero presente durante la vendemmia.

Ho visto un’immagine dell’agriturismo Podere Casale e ho pensato:

Se non posso tornare a casa per colpa di questa maledetta distanza andrò a visitare quel posto incantevole e mi perderò tra le foglie di quei vigneti che poi racconterò a mio padre. Raccoglierò informazioni e storie e come una spugna, quando rientrerò in Sardegna, le cederò a lui, che ne farà tesoro e saprà utilizzarle meglio di me.

agriturismo-podere-casale

Siamo partiti direzione Vicobarone Ziano Piacentino e abbiamo trascorso due giorni da favola.
Splendidi paesaggi naturali fanno da cornice a un agriturismo curato nei minimi dettagli. A gestirlo Nicolas Rigamonti con sua mamma, che di questo podere ne fanno un vero gioiello. La gentilezza mista a timida riservatezza rendono l’ambiente ancora più magico, intriso di tranquillità e pace. È il posto ideale per rilassarsi e pensare solo alla natura e a un tuffo in piscina.

Perché vi racconto questa storia? Perché oggi mentre parlavo con un nuovo contatto che non sa come lavoro mi è ritornato alla mente quest’esperienza di mesi fa e ho pensato a quanto è importante l’approccio con il cliente quando si avvia una collaborazione professionale.

Sì, il primo approccio con il cliente è uno dei passaggi fondamentali per soddisfare le sue richieste al meglio, per leggere nella sua mente senza distorcere i suoi desideri. Sono le prime avance con cui ti avvicini in punta di piedi al cliente che muovono i fili della collaborazione, che decideranno se quel contatto ti porterà o no lavoro.

Che poi è quello che è successo con Nicolas del Podere Casale. Grazie al primo approccio telefonico e successivamente a un piacevole scambio di mail, ho deciso di prenotare nel suo agriturismo. E non me ne sono pentita conoscendolo di persona. Il nostro rapporto tra cliente e proprietario ha fatto in modo che io fossi soddisfatta del suo agriturismo, il suo modo di parlare con me come cliente gli ha fatto avere nuovo lavoro.

Come deve essere il primo approccio con il cliente?

Ci sono degli elementi essenziali e il mio weekend al Podere Casale lo hanno confermato. Ti spiego in breve il perché.

#rapportocliente

L’empatia: la connessione che lega due sconosciuti

Connettersi con il cliente non è facile, soprattutto se non ci si conosce. Nicolas è riuscito a creare empatia con me rispettando i miei tempi, rispondendo alle mie richieste senza esagerare con le risposte o vantare la sua location. Ha fatto parlare le immagini e mi ha guidato verso la scelta offrendomi solo le informazioni che non potevo ricevere dal suo sito. Arrivati sul posto non si è avvicinato da subito a fare domande e la sua timida riservatezza è stata il richiamo per avere fiducia in lui.

Grazie a questo suo comportamento così naturale, creare una relazione con Nicolas è stato abbastanza facile, un passaggio automatico.
In un lavoro come professionista freelance creare empatia è più difficile, perché molto spesso i clienti non ti conoscono di persona e si devono fidare di quello che leggono o di cosa gli proponi attraverso la sola voce. Se lavori a distanza, però, l’empatia è ancora più importante perché crea le basi del rapporto di lavoro.

L’empatia con il cliente non si crea da sola, si costruire con la naturalezza e la sincerità. Parte dalla comprensione delle esigenze dell’altro, mettersi nei suoi panni e ascoltandolo per il piacere di farlo e non per ricevere un tornaconto economico. Si parte da un primo approccio, più timido, per poi condividere emozioni insieme, innamorarsi del progetto per cui si lavora.

La gentilezza: l’efficacia di una relazione di fiducia

Sono sempre stata un’amante della gentilezza ed è una qualità che ricerco in tutti i settori con cui ho a che fare. Se entro in un negozio per la prima volta, se contatto una qualsiasi attività commerciale ciò che mi aspetto dall’altra parte è proprio cortesia.
Grazie alla cordialità con il pubblico si costruisce gradualmente un rapporto di fiducia, si impara a rispettare l’altro nel suo lavoro ed è per questo che considero la gentilezza uno dei principali elementi in un approccio interpersonale.

Creare nella mia mente un legame con il weekend trascorso e il lavoro da freelance è stato un passaggio naturale. Chi mi offre un servizio o un prodotto in maniera gentile assume valore ai miei occhi, mi conquista. Il garbo con cui un imprenditore propone ciò che vende è uno stimolo a conoscere meglio ciò che mi presenta, il giusto input per decidere se scegliere lui rispetto ad altro.

Per questo cerco sempre di rispondere con gentilezza ed educazione alle diverse proposte dei miei contatti. Far capire il servizio che offro non è sempre semplice, ma farlo con un sorriso molto spesso è più efficace e immediato.

La semplicità: il motore che veicola il tuo grado di sincerità

La spontaneità di Nicolas è un altro aspetto che mi ha colpito del suo modo di lavorare. Ho interpretato da subito il suo essere genuino in maniera positiva. Durante il pernottamento ho avvertito che si sarebbe creato un rapporto di stima reciproca. La spontaneità, il non voler strafare nel dare indicazioni articolate o che mostrassero la sua vasta conoscenza del territorio è stato il primo segnale.

Per me la spontaneità fa rima con sincerità. Chi è poco vero ha difficoltà a mostrarsi nella sua naturalezza e quindi durante una skype call non è capace di rispondere nell’immediato ai dubbi di un cliente senza fare passi falsi o far capire che sta mentendo. Credo che un cliente riesca a “vedere” la sincerità del suo interlocutore anche a distanza e questo perché le parole non possono mai mentire, anche se spesso si è convinti del contrario.

Essere sinceri con il tuo cliente ripaga sempre. Se ti rimanda indietro una bozza con qualche sua modifica e a te non sta bene ciò che ha tagliato, cucito e modificato diglielo senza problemi, con diplomazia certo, ma mettilo al corrente del tuo disappunto. Se non ti fornisce abbastanza materiale utile per l’editing che devi fare ai suoi contenuti non cercare di riparare da solo. Collabora con lui e con totale sincerità fagli presente che il materiale fornito non è sufficiente per il tuo lavoro. Se le sue richieste iniziali sono diverse da quelle previste dal tuo preventivo non avere paura di parlarne con lui. Il giusto approccio con il cliente è quello di utilizzare la sincerità come valore aggiunto del vostro rapporto.

Il primo approccio con il cliente è il collante che vi unisce in una collaborazione costruttiva e se ha lo scopo di creare una relazione positiva porta ad entrambi un valore aggiunto. Essere spontanei negli appuntamenti di lavoro senza voler strafare, creare la giusta empatia e mostrare sincerità con il cliente completa il rapporto di lavoro creando un legame che soddisfa entrambe le parti.

Sei d’accordo con me? Quali sono secondo te gli elementi efficaci in un approccio con il cliente? Aiutami a trovarne nuovi e diversi per le mie relazioni professionali.

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Mi chiamo Eleonora Usai e sono una copywriter freelance. Vivo di parole e libri, pasticcio su moleskine e planner ogni attimo di vita. E scrivo per sorridere.

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