Per scrivere i testi di un sito web bisogna conoscere il cliente

Schermata verde con il numero 115 e il testo 'Per scrivere i testi di un sito web bisogna conoscere il cliente'

So che è una frase forte ma è anche vera, più di qualsiasi altro aspetto di una copy strategy studiata.
Per scrivere i testi di un sito web devi conoscere il tuo cliente o la tua cliente. Non hai scuse, altrimenti le tue parole non saranno le sue. Mi batto molto su questo aspetto e non sempre vinco.

La risposta che sento spesso quando mando l’intervista conoscitiva, utile a entrare dentro il progetto su cui devo lavorare, è sempre la stessa:

Mi dispiace, non ho tempo per rispondere a tutte queste domande.

L’azienda non ha tempo da dedicare a delle domande semplici, che servono per impostare un lavoro che paga. Sono domande di routine e ne ho bisogno, più di un brief di comunicazione o di mille telefonate in cui mi spiega perché ha deciso di costruirsi una reputazione online e avere un sito web.
Posso capire che è rognoso rispondere a un’intervista quando non si ha padronanza con la lingua scritta. Posso anche capire che come cliente pensi davvero di non avere tempo. O magari ha paura, chi lo sa. Il problema è che se non risponde a un questionario conoscitivo, il mio aiuto come copywriter è falsato.

Per scrivere i testi di un sito web ho bisogno di entrare dentro la mente del cliente, di conoscere come è nata la sua idea e perché, quali valori lo contraddistinguono dai suoi concorrenti. Devo lavorare con informazioni reali, avere materiale per costruire l’about page e le sales page, studiare il tono di voce aziendale che identifica il brand.
Ne ho estremo bisogno ma non lo si capisce abbastanza, non si dà la giusta importanza a questo aspetto.

Che cosa contiene la mia intervista per l’azienda cliente.

Che poi, sfatiamo un mito. L’intervista che mando all’azienda cliente non è un compito in classe. Non ci sono valutazioni né ansie da prestazione da sopportare. È come fare una chiacchierata di persona in cui il cliente o la cliente mi racconta la sua idea progettuale, com’è nata e perché vuole mettersi in gioco. Non vado mai oltre le 15 domande e specifico di rispondere con serenità, aggiungendo parti che reputano opportune o eliminando richieste per loro non adatte.

La mia intervista è un confronto, un capire meglio la persona che ho davanti. Se fossimo vicini geograficamente – e non capita quasi mai – prenderemmo un tè insieme per conoscerci meglio. Ascolterei tutto quello che ha da dirmi su obiettivi, risultati da raggiungere, idee. Perché ho bisogno di capire a quale pubblico si rivolge e nel caso ho il dovere di aiutarlo a studiare meglio il target a cui ha pensato. Ho l’impegno professionale di indirizzarlo sul tono di voce aziendale più adatto per la sua comunicazione ma per farlo devo avere una base di partenza per studiare.

Perché intervisto l’azienda prima di scrivere i testi di un sito web.

Per questo motivo l’intervista è la prima cosa che invio subito dopo la lettera d’incarico di collaborazione. Lascio il tempo di rispondere ma sottolineo che inizio a studiare solo dopo che ho ricevuto il questionario. Il tempo che si risparmia all’inizio è un prezzo da pagare alla fine del lavoro, quando manca la soddisfazione o quando l’azienda ti rigetta quello che hai scritto, perché non coerente con il suo stile comunicativo. Aspettare all’inizio, dargli il giusto tempo per riflettere significa organizzare meglio il lavoro. Certo, se l’azienda ha delle tempistiche da rispettare e scadenze strette deve essere responsabile della sua decisione. Più tardi invia l’intervista e più tardi inizia il mio lavoro.

Consiglio anche a te di preparare la tua personale intervista per iniziare a scrivere i testi di un sito web. Potrai:

  • offrire un servizio professionale
  • farti un’idea approfondita di brand e progetto
  • lavorare con in mano parole che rispecchiano il tuo cliente
  • studiare una copy strategy coerente

Conoscere significa lavorare bene.

Tengo molto a questo aspetto perché mi piace lavorare bene, prendere dei soldi sapendo che l’azienda ha fatto un investimento sensato. Fin dai primi lavori che ho preso come copywriter, quando ancora non avevo l’esperienza di oggi, ho sempre preparato una batteria di domande per conoscere progetto e cliente. Perché per me conoscere significa entrare dentro il brand e far diventare l’azienda come persona. Non a caso è questo il payoff che ho scelto per identificare la mia attività. Equivale a creare la scintilla, lavorare con l’empatia con una storia da raccontare, documentarmi sul settore partendo dal diretto interessato.
Conoscere significa consegnare un bel lavoro.

Devo trovare ancora la formula magica per far capire all’azienda cliente che rispondere a queste domande è il segreto per farmi scrivere i testi del suo sito con professionalità e attenzione. Che solo grazie alle sue risposte, all’amore che ci mette, potrò studiare una copy strategy allineata ai suoi bisogni.

L’esperienza aiuta a trovare una soluzione oppure almeno una volta ogni tot mesi devo sentire la solita frase:

Mi dispiace, non ho tempo per rispondere a tutte queste domande.

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