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Copywriting

Non ho mai amato i complimenti e di solito quando li ricevo resto sempre un po’ stordita. Non li cerco, delle volte li reputo superflui. Eppure ci sono alcuni complimenti che mirano al cuore senza saperlo. Uno di questi l’ho ricevuto qualche giorno fa da un nuovo contatto su Facebook che non mi conosce e sa pochissimo di me, se non per quello che pubblico sul mio blog personale.

La parola storytelling è molto abusata, è quasi maltrattata. È entrata in un circolo vizioso ed è diventata una parola catalizzatrice di attenzioni, che incuriosisce cliente e lettori. L'attenzione sullo storytelling, però, crea solo confusione. Stuzzica e coinvolge chi ancora non conosce questo mondo, ma crea false speranze e fa prendere cantonate serie.

Anche il copywriter freelance paga le tasse. Inizio il post rimarcando questo concetto perché c'è chi lo dimentica. La mia non è polemica né ironia, ma ho voglia di raccontare da dove nasce un preventivo o una collaborazione di lavoro partendo da questo pensiero. Come libero professionista sono in regime forfettario (che ha sostituito il vecchio regime dei minimi) e ho un'agevolazione sul pagamento dell'iva allo stato. L'agevolazione che ricevo in questo periodo significa che pago meno tasse, ma non che posso lavorare gratis o fare sconti come al supermercato.

Hai presente quando ti commissionano un lavoro e poi non lo senti più tuo? Ti sei innamorata del progetto e hai deciso di collaborare con un nuovo cliente per questo motivo, ma il rapporto di lavoro non è andato come pensavi. Gli articoli non sono più tuoi, i contenuti non hanno la tua penna. La tua frustrazione di professionista non dipende né da una mania di grandezza né dalla voglia di esibizionismo. Il contenuto non è più tuo perché è stato stravolto in tutto per tutto. È il caso di una spersonalizzazione del contenuto del copywriter.

Perché un cliente interagisce nel tuo lavoro di copywriter? I motivi possono essere diversi. È convinto di conoscere l'argomento meglio di te, ma ti contatta perché non ha tempo da dedicare al suo progetto e vuole che lo faccia tu. Si sente un esperto del web marketing ma è consapevole di non saper redigere dei contenuti validi. Si infila sul tuo lavoro proprio per questo, perché a suo avviso le modifiche che richiede sono fonte di conoscenza e saggezza su cui dovresti partire per migliorare il risultato. La terza ipotesi è che il cliente si intromette perché non è soddisfatto di come stai lavorando.

La scorsa settimana ho raccontato il perché sono diventata una copywriter freelance e come mai pur avendo studiato Scienze della Comunicazione e Giornalismo non ho voluto intraprendere la carriera di giornalista. Sabato sono volata a Roma in giornata per partecipare alla presentazione di una nuova testata d'informazione giuridica online, Masterlex.

Perché ho deciso di essere una copywriter? È una domanda che non mi sono mai fatta fino a ieri. Un cliente a cui gestisco il blog mi ha inviato un suo testo per fare l'editing e pubblicarlo come contenuto extra. Raccontava le motivazioni che l'hanno spinto scegliere quel lavoro. Oltre a essere sorpresa della sua richiesta ho riflettuto su una cosa. Mi piace raccontare il percorso che lega i clienti alla loro professione, rendo partecipi i lettori del cammino che li ha spinti a intraprendere un percorso imprenditoriale rispetto ad un altro, ma su di me non lo faccio.